lunedì 2 maggio 2016

Un grazioso cordoncino di “tricotin”



Foto tratta da Marie Claire Idées n°62 Settembre 2006

Questi piccoli personaggi appartengono al mondo dell’infanzia. Suscitano, nelle bambine di ieri, ricordi di un tempo, quando irremovibili volevano fare come la mamma.

 Quando gli abbecedari introducevano i bambini all’alfabeto, il tricottino o caterinetta concedeva di avviarli a fare la maglia. Una maglia facile, un cordoncino tubolare di lana, o di altri filati, che si poteva utilizzare successivamente per la realizzazione di altri graziosi lavoretti.
Il tricottino è un piccolo attrezzo costituito da un rocchetto di legno tornito, più raramente di ceramica o di gesso, con un foro centrale, sormontato, prima, da quattro chiodini, sostituiti, poi, da piccoli uncini, che servono per fissare il filo che si lavora con un grosso ago simile a quello per la maglia, ma molto più corto per facilitarne la presa. Con un incrocio di fili, si ottiene un cordoncino tubolare, che esce dal foro centrale, con il quale si possono realizzare braccialetti, portachiavi, ma anche tappeti e decorazioni secondo la fantasia di chi è più esperto.
Il rocchetto è spesso proposto nelle sembianze di personaggi popolari: il marinaio, il soldatino, la damina; alcuni sono dei veri e propri capolavori e rappresentano personaggi famosi come Charlot e Bécassine, la simpatica governante bretone, protagonista di mille avventure dei fumetti femminili della Francia di inizio ‘900. 


Foto by Google

Le origini del tricotin, infatti, sono francesi, per l’esattezza sono state le Filatures de la Redoute che, nel 1924, ne depositarono il nome “Tricoteuse”. Esportato poi nelle vicine zone confinanti piemontesi, da commercianti di giocattoli di legno, prese il nome di catherinette - caterinetta, vezzeggiativo di Caterina, e si pensa che derivi proprio da Santa Caterina di Alessandria, protettrice appunto delle giovani sartine.
Oggi non se ne trova più di questi simpatici attrezzini, se non che scovati nei mercatini di antiquariato; sono stati rimpiazzati da apparecchi in plastica dove è sufficiente girare una manovella per mettere in azione un meccanismo che fornisce lo stesso risultato. 
Io ne ho trovato uno per caso, in una merceria molto fornita dove la commessa non sapeva nemmeno cosa fosse; ha dovuto intervenire l’anziana titolare del negozio che ne ha trovato uno in fondo ad un cassetto. 

Foto by Pirpy

Può essere, però, che la scatola del cucito della vostra nonna ne nasconda uno, più antico e più prezioso del mio; il risultato comunque sarà lo stesso: un grazioso cordoncino tubolare di tricottino, realizzato con pazienza, punto dopo punto e confezionato secondo i suggerimenti della vostra creatività.

Foto by Pirpy

Foto tratta da Marie Claire Idées n°62 Settembre 2006



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